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Cappe da laboratorio

Una cappa da laboratorio (nota anche come cappa chimica, cappa aspirante o digestore) è il dispositivo di protezione fondamentale nei laboratori di scienze naturali, ovunque si lavori con gas pericolosi, vapori, polveri, aerosol o sostanze esplosive. Le sostanze nocive prodotte vengono catturate direttamente alla fonte da un flusso d’aria continuo, depurate tramite un sistema di filtraggio e convogliate in modo sicuro fuori dall’area di lavoro. FASTER con la linea ChemFAST offre cinque cappe da laboratorio specializzate conformi alla norma DIN EN 14175 – dalla variante ibrida a risparmio energetico alla cappa specializzata per spore e archivi.

Scopri le cappe da laboratorio

Che cos’è una cappa da laboratorio e quando è obbligatorio utilizzarla?

Una cappa da laboratorio è un dispositivo di protezione dotato di un frontale aperto o scorrevole. L'interno è delimitato da un piano di lavoro ignifugo e resistente agli agenti chimici e da pareti fisse in vetro. Un flusso d’aria continuo impedisce alle sostanze pericolose di raggiungere la zona respiratoria dell’operatore. Quando il pannello frontale è chiuso, la cappa offre inoltre protezione da schizzi, rottura del vetro e reazioni incontrollate.

L’obbligo di utilizzo dipende dalla scheda di sicurezza della sostanza pericolosa impiegata: se sussiste il rischio di incendio, formazione di gas o polveri, è obbligatorio l’uso di una cappa da laboratorio certificata. La progettazione e le prove sono disciplinate dalla norma DIN EN 14175; sono prescritti manutenzione e collaudo annuali.

 

Qual è la differenza tra una cappa da laboratorio e una cappa di sicurezza biologica?

Le cappe chimiche sono progettate per vapori chimici, gas e polveri: filtrano o convogliano l’aria contaminata, ma non offrono protezione dagli aerosol biologici e dai microrganismi. Le cabine di sicurezza biologica, invece, proteggono dalle sostanze biologiche pericolose grazie a un flusso d’aria laminare filtrato con filtri HEPA, ma non dai gas chimici. Chi lavora con entrambi i gruppi di sostanze pericolose necessita di entrambe le categorie di apparecchiature.

Come funziona una cappa da laboratorio: a scarico, a ricircolo o ibrida?

Il principio di protezione di una cappa da laboratorio si basa su un flusso d'aria controllato attraverso l'apertura di lavoro. Questo cosiddetto inflow (velocità di afflusso, tipicamente 0,3–0,7 m/s) impedisce che vapori e aerosol dall'interno della cappa si diffondano nell'ambiente. A seconda della modalità di funzionamento, esistono tre approcci fondamentalmente diversi:

 

Cosa significa funzionamento al 100% in modalità di scarico per una cappa da laboratorio?

Nel funzionamento esclusivamente a scarico (Constant Air Volume, CAV o Variable Air Volume, VAV), tutta l’aria interna contaminata viene convogliata all’esterno tramite un impianto centrale di scarico. Questo approccio è adatto a tutte le classi di sostanze pericolose e offre la massima sicurezza, ma richiede un allacciamento fisso allo scarico. I modelli ChemFAST Sharp (VAV, variabile) e ChemFAST Classic (CAV, costante) funzionano secondo questo principio. Il modello Sharp adatta automaticamente la portata all’altezza del vetro, consentendo così un risparmio energetico; il modello Classic garantisce una portata costante, ideale per processi riproducibili.

 

Che cos’è la tecnologia ibrida nelle cappe da laboratorio e in che modo consente di risparmiare energia?

La tecnologia ibrida FASTER presente nel ChemFAST Premium combina il funzionamento a scarico e a ricircolo in un unico apparecchio: il 75% dell’aria filtrata viene reimmessa nell’area di lavoro (ricircolo), mentre il 25% viene espulsa tramite l’impianto centrale di scarico. In questo modo il fabbisogno energetico si riduce fino all’80% rispetto alle cappe di aspirazione convenzionali. La cappa richiede solo un raccordo di scarico dell’aria notevolmente più piccolo – ideale per i laboratori il cui impianto di ventilazione non offre una capacità di scarico completa per tutte le postazioni di lavoro. Le combinazioni di filtri sono personalizzabili in base alle classi di sostanze.

FASTER offre le seguenti cappe da laboratorio

La linea ChemFAST di FASTER comprende cinque cappe da laboratorio specializzate, che si differenziano per principio di ventilazione, efficienza energetica, configurazione dei filtri e ambito di applicazione. La tabella seguente fornisce una base decisionale diretta:

Caratteristica Premium Sharp Classic Elite/Top Archivio
Principio di ventilazione Ibrido (75% ricircolo + 25% scarico) 100% scarico VAV 100% scarico KLV 100% scarico VAV 100% scarico
Risparmio energetico fino all'80 % elevato (variabile) medio (costante) elevato (variabile) standard
Collegamento all'impianto di scarico parziale (25%) obbligatorio obbligatorio obbligatorio obbligatorio
Regolazione della portata d’aria automatica (ventilatore DC) automatica (VAV) manuale (3 livelli) automatica (VAV) manuale
Flusso in entrata (m/s) 0,12 0,3 / 0,5 / 0,7 0,3 / 0,5 / 0,7 0,3 / 0,5 / 0,7 0,3 / 0,5 / 0,7
Moduli filtro (max.) 3 2 2 2 2
Filtro speciale HEPA+A/C+speciale tutti e 9 i tipi tutti e 9 i tipi tutti e 9 i tipi speciale per spore/funghi
Larghezze (m) 1,2 / 1,5 / 1,8 1,2–2,4 1,2–2,4 1,2–2,4 1,2–1,8
Superficie di lavoro Ceramica, PP, acciaio inossidabile PP, acciaio inossidabile Ceramica, PP, acciaio inossidabile PP, acciaio inossidabile Ceramica, PP
Touchscreen / Display Display touch Display multifunzione Display multifunzione Display multifunzione Display
Norma EN 14175 1–3 EN 14175 3–6 EN 14175 1–3 EN 14175 3–6 EN 14175
Ideale per Laboratori a risparmio energetico senza collegamento completo di scarico dell’aria Laboratori con frequenti cambiamenti nella composizione chimica Funzionamento di routine stabile Grandi laboratori flessibili Spore, funghi, materiale d’archivio

In quali settori di laboratorio e in quali settori industriali vengono utilizzate le cappe da laboratorio?

Le cappe da laboratorio vengono utilizzate ovunque si lavori con sostanze pericolose, in tutti i settori:

  • Chimica analitica e strumentale: chimica umida , reazioni acido-base, digestioni, distillazioni
  • Industria farmaceutica e galenica: sintesi di principi attivi , sviluppo di formulazioni, controllo qualità
  • Biotecnologia e biologia molecolare: preparazionedi tamponi e terreni di coltura, impiego di sostanze chimiche nei processi biologici
  • Diagnostica clinica e patologia: fissazione con formaldeide, colorazioni istologiche
  • Analisi alimentare e cosmetica: estrazione , derivatizzazione, analisi di sostanze pericolose
  • Produzione elettronica e di semiconduttori: incisione , pulizia con sostanze chimiche aggressive
  • Petrolchimica e chimica fine: substratialtamente reattivi , sintesi organiche
  • Archivistica, restauro e micologia: analisi di spore e muffe, restauro di documenti (archivio ChemFAST)

Quali norme si applicano alle cappe da laboratorio e quali sono gli obblighi di manutenzione?

Le cappe da laboratorio in Europa sono soggette a un quadro normativo chiaramente definito:

  • DIN EN 14175 parti 1–6: la norma europea di riferimento per le cappe da laboratorio. Le parti 1–3 disciplinano i termini, i requisiti di sicurezza e le procedure di prova per i sistemi di scarico dell’aria; le parti 3–6 trattano inoltre la regolazione variabile della portata d’aria e metodi di prova specifici. Tutti i modelli ChemFAST sono conformi alle parti normative corrispondenti.
  • EN 61010-1: Requisiti di sicurezza per apparecchiature elettriche di misura, comando, regolazione e da laboratorio – si applica alle dotazioni elettriche di tutte le cappe ChemFAST.
  • GefStoffV / TRGS 526: Normetecniche per le sostanze pericolose in laboratorio. Prescrive l’uso di cappe aspiranti certificate per lavori definiti con sostanze pericolose.
  • Regolamento sulla sicurezza sul lavoro (BetrSichV): impone la verifica periodica delle attrezzature di lavoro; per le cappe da laboratorio è prescritta almeno una verifica funzionale annuale da parte di personale qualificato.

Obbligo di collaudo: le cappe da laboratorio devono essere sottoposte a verifica della funzionalità prima della prima messa in funzione e almeno una volta all’anno. I risultati dei collaudi devono essere registrati in un verbale. FASTER offre un proprio servizio di manutenzione e collaudo.

Domande frequenti sulla cappa da laboratorio

  • Qual è la differenza tra una cappa da laboratorio e una cappa aspirante?

    Cappa da laboratorio, cappa chimica, cappa aspirante e digestore sono sinonimi dello stesso apparecchio. Nei laboratori di lingua tedesca, «cappa da laboratorio» è il termine più comune; «cappa aspirante» è invece usato piuttosto in ambito colloquiale. Tutte le varianti indicano lo stesso dispositivo di protezione certificato secondo la norma DIN-EN 14175.

  • È possibile utilizzare una cappa da laboratorio senza collegamento all’impianto di aspirazione?

    Sì – con ChemFAST Premium (tecnologia ibrida). Questa cappa reimmette il 75% dell’aria filtrata nell’ambiente di lavoro e richiede solo il 25% di aria di scarico. Normalmente, le cappe chimiche conformi alla norma EN 14175 non sono ammesse per un funzionamento completamente a ricircolo senza alcun allacciamento di scarico; l’approccio ibrido di ChemFAST Premium offre in questo caso una soluzione pratica e conforme alle norme per i laboratori con capacità di scarico limitata.

  • Con quale frequenza occorre controllare e sottoporre a manutenzione una cappa da laboratorio?

    Prima della prima messa in funzione e almeno una volta all’anno da parte di una persona qualificata: così prescrivono la norma DIN EN 14175 e il regolamento sulla sicurezza sul lavoro (BetrSichV). I risultati delle verifiche devono essere registrati e conservati. FASTER offre un proprio servizio di manutenzione e collaudo.

  • Di quale cappa da laboratorio ho bisogno per la formaldeide?

    Per le applicazioni con formaldeide è necessaria una cappa da laboratorio dotata di filtro FORM (carbone attivo impregnato). Tutti i modelli ChemFAST possono essere dotati di questo filtro. Particolarmente rilevante: il ChemFAST Archiv è progettato specificamente per lavorare con spore, funghi e sostanze biologiche; è adatto anche per operazioni di fissaggio patologico e istologico con formaldeide.

  • Cosa significano le sigle VAV e KLV/CAV in relazione alla cappa da laboratorio?

    VAV (Variable Air Volume) significa portata d’aria variabile: la portata d’aria in scarico viene regolata automaticamente in base all’apertura del parabrezza; quando il parabrezza è chiuso, viene convogliata meno aria, con un conseguente risparmio energetico. KLV/CAV (Constant Air Volume) significa volume d’aria costante: la portata d’aria in uscita rimane costante indipendentemente dalla posizione del vetro. I modelli VAV (ChemFAST Sharp, Elite/Top) sono più efficienti dal punto di vista energetico; i modelli KLV (ChemFAST Classic) offrono condizioni di lavoro più stabili.